La Regione Lombardia finanzia la realizzazione di asili nido

Visto l’interesse suscitato dal precedente post, vi segnalo le ulteriori informazioni fornite da Giuseppe Vallarino sui finanziamenti per l’apertura di asili nido in lombardia.

Buona lettura

Conciliare i tempi di vita e di lavoro: il nuovo articolo 9 della L. n. 53/2000

Sulle misure per conciliare i tempi di vita e di lavoro sono intervenute di recente rilevanti novità ed infatti  il testo di legge che le prevede – l’articolo 9 della L. n. 53/2000 – è stato totalmente riformulato a seguito dell’intervento legislativo attuato con la L. n. 69/2009. In base alla nuova disposizione normativa…

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Quando una mamma ritorna al lavoro, a quali cambiamenti deve sottostare e quali cambiamenti può richiedere?

Le mamme e i papà lo sanno: non è facile staccarsi dal proprio bambino e tornare a lavorare, riprendendo i ritmi di prima. Spesso il “vecchio” orario di lavoro non si concilia con le nuove esigenze familiari e poi tante volte sul lavoro si trovano cambiamenti non graditi alle neomamme. Ma fino a che punto le mamme devono accettare la situazione che viene loro prospettata? Possono, viceversa, loro richiedere  al datore di lavoro qualche modifica nello svolgimento del rapporto di lavoro per agevolarle nella vita familiare?

Sui cambiamenti proposti/imposti dal datore di lavoro la legge è chiara: e così, sintentizzando,  la mamma deve riprendere a lavorare nella stessa unità produttiva (o in altra dello stesso comune) e deve svolgere le mansioni a cui era in precedenza attribuita (o mansioni equivalenti). Sulla possibilità di chiedere modifiche nello svolgimento della prestazione di lavoro per riuscire a coinciliare meglio lavoro e famiglia maggiori spirargli sembra proprio offrirli  il Ministero del lavoro con la risposta ad interpello del 31-07-2009, n. 68.

Una mamma che ha appena partorito, e che vuole iniziare subito a lavorare, può essere assunta e messa immediatamente al lavoro?

Ho ricevuto un quesito per il dottor Lex e, d’accordo con l’estensore, lo pubblico anche qui, insieme a una sintesi della risposta, perchè ritengo possa essere interessante per i lettori di mamma Lex.

Buongiorno…
avevo già sentito la tua descrizione al MaM, mi sembrava molto interessante come servizio, soprattutto unico nel panorama informativo generale.
Ho chiesto un parere  a (…) di Working  Mothers Italy, mi ha detto di girare il quesito a te; avevo già consultato i miei consulenti ma la risposta è stata: “ma lei è pazza chi glielo fa fare!” 
Dovrei assumere una nuova dottoressa  (…), me ne piace una, ha il piccolo “difetto” deve partorire a Settembre, le scade il contratto con l’altro datore di lavoro il 30 Agosto.
Essendo mamma di 4 figli non lo vedo come un ostacolo, ma non riesco a sapere se posso assumerla subito dopo il parto ma soprattutto, per accontentare un suo forte desiderio di riprendere a lavorare immediatamente dopo la nascita, se può farlo. Perchè non vuole considerare questo felice evento un ostacolo per lo svolgimento della sua professione .
Ti ringrazio per il tempo  dedicato a presto (…)

Sono contenta che hai trovato interessanti le informazioni fornite da dottor Lex e da mamma Lex. Ringrazio anche di cuore Working Mothers Italy per la continua e sempre rinnovata stima che manifesta nei nostri confronti.

Venendo al dunque:  nel periodo immediatamente precedente ed immediatamente successivo al parto esiste un divieto assoluto di far lavorare le donne.
Per una descrizione puntuale del periodo di astensione obbligatoria dal lavoro si consiglia di leggere le FAQ specifiche, anche se qui per semplificare si ricorda che in linea di massima il divieto decorre dai due mesi precedenti la data del parto (o da un mese precedente, nel caso in cui si posticipi l’inizio del congedo di maternità) e termina tre mesi dopo il parto (o 4 mesi dopo, nel caso in cui sia stato fatto slittare l’inizio del congedo).

E per tutti gli altri risvolti leggi la risposta completa al quesito, che è stata pubblicata sul sito di dottor lex.

Volevo però  aggiungere che, quando è arrivata la tua domanda, la prima ed immediata reazione è stata:  per fortuna esistono anche datori di lavoro ben disposti nei confronti delle neo mamme, speriamo che aumentino!

Buona lettura

Finanziamenti per l’apertura di asili nido

L’apertura di asili nido è una delle attività lavorative a cui pensano le mamme. Vi segnalo quindi l’articolo pubblicato su dottor Lex da Giuseppe Vallarino e intitolato: “La regione Lombardia continua a finanziare la realizzazione di asili nido”.

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Quali tutele ha la futura mamma se il contratto a termine scade durante la gravidanza?

Il rapporto di lavoro a tempo determinato si estingue alla scadenza del termine anche se la lavoratrice è in stato di gravidanza.
La futura mamma ha però il diritto a…

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mamma Lex è operativa

Dopo un paio di settimane di test, ecco mamma Lex, il blog di dottor Lex dedicato ai genitori che lavorano. C’è già una buona dotazione di contenuti su congedi parentali, assenze, norme sulla maternità, contratti di lavoro che permettono la conciliazione tra lavoro e famiglia. Altri verranno forniti con costanza da dottor Lex  e adattati al linguaggio di un blog. Puoi leggere, commentare, sottoscrivere i feed.

Laura Marino

content manager di dottor Lex

Medico in formazione specialistica e tutela della maternità

In sintesi il Ministero ha precisato che:
1) Al contratto di formazione specialistica dei medici trova piena applicazione il congedo di maternità, che sul piano della formazione si traduce in una sospensione della stessa con l’obbligo di recupero. Per preservare le finalità formative del contratto, invece, gli istituti del congedo parentale, e del congedo per malattia del figlio devono essere fruiti per un periodo non inferiore a 40 giorni lavorativi consecutivi, in quanto solo in questi casi si determina per legge una sospensione della formazione con possibilità di recupero.
2) Quanto all’indennità di maternità, al medico in formazione specialistica durante il periodo di sospensione compete la parte fissa del trattamento economico, senza distinzione del periodo in cui il medico fruisce del congedo di maternità e quello in cui gode del congedo parentale. La disciplina del D.Lgs n. 368/1999, in quanto normativa speciale, prevale infatti sulla normativa generale dettata dal Test Unico.
3) Infine, come per tutte le altre lavoratrici, anche per le lavoratrici specializzande vige il divieto di adibizione al lavoro notturno dalle ore 24 alle ore 6 per tutto il periodo compreso dall’accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino.

Indennità di maternità: la base imponibile per il personale aeronavigante

L’indennità di maternità dovuta al personale aeronavigante si calcola sulla base della retribuzione media globale giornaliera del periodo di paga scaduto ed immediatamente precedente. Concorrono a formare la retribuzione di riferimento gli stessi elementi utili per il calcolo dell’indennità di malattia; pertanto è escluso dall’imponibile il 50% dell’indennità di trasferta, di navigazione e di volo.
Per agli assistenti di volo – però – l’indennità di volo va considerata più che un’indennità una diaria e quindi, in quanto tale, totalmente esclusa dall’imponibile contributivo.

Interruzione della gravidanza e proroga del contratto a progetto

L’interruzione della gravidanza avvenuta nei primi 180 giorni della gestazione viene giuridicamente qualificata come “malattia”, con conseguente applicazione della relativa tutela. Viceversa, l’interruzione della gravidanza verificatasi dopo il centottantesimo giorno dall’inizio della gestazione è considerata “parto” e quindi la donna può usufruire delle tutele previste per la maternità.
Il principio indicato viene ribadito dal Ministero del Lavoro anche con specifico riferimento alle lavoratrici a progetto. Coerentemente infatti, a quanto già chiarito nella risposta ad interpello del 19 agosto 2008, n. 32, il Ministero del Lavoro precisa ora che l’interruzione della gravidanza entro il centottantesimo giorno da parte di una lavoratrice a progetto (che era anche stata autorizzata all’interdizione anticipata dal lavoro) non dà diritto alla proroga del rapporto di collaborazione…

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