Quando una mamma ritorna al lavoro, a quali cambiamenti deve sottostare e quali cambiamenti può richiedere?

Le mamme e i papà lo sanno: non è facile staccarsi dal proprio bambino e tornare a lavorare, riprendendo i ritmi di prima. Spesso il “vecchio” orario di lavoro non si concilia con le nuove esigenze familiari e poi tante volte sul lavoro si trovano cambiamenti non graditi alle neomamme. Ma fino a che punto le mamme devono accettare la situazione che viene loro prospettata? Possono, viceversa, loro richiedere  al datore di lavoro qualche modifica nello svolgimento del rapporto di lavoro per agevolarle nella vita familiare?

Sui cambiamenti proposti/imposti dal datore di lavoro la legge è chiara: e così, sintentizzando,  la mamma deve riprendere a lavorare nella stessa unità produttiva (o in altra dello stesso comune) e deve svolgere le mansioni a cui era in precedenza attribuita (o mansioni equivalenti). Sulla possibilità di chiedere modifiche nello svolgimento della prestazione di lavoro per riuscire a coinciliare meglio lavoro e famiglia maggiori spirargli sembra proprio offrirli  il Ministero del lavoro con la risposta ad interpello del 31-07-2009, n. 68.


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